Il doudou: perché è così importante e come usarlo davvero
Lucia Trapassi⏱ Tempo di lettura: 6 minuti
In questo articolo scoprirai:
- Cos'è davvero il Doudou: perché non è "solo" un peluche.
- L'oggetto transizionale: come aiuta il bambino a scoprire il mondo in sicurezza.
- A cosa serve: quando usarlo come "ponte" (e quando evitarlo).
- La scelta del Doudou ideale: materiali, forme e sicurezza.
- Il consiglio pratico da mamma: perché averne due è la mossa vincente.
- Oltre l'oggetto: uno strumento per accompagnare la crescita.
I primi mesi sono pieni di piccole grandi novità è indubbio, una di queste potrebbe sembrare meno importante ma è esattamente il contrario.
Ti accorgerai che il tuo bambino o bambina inizierà a cercare un oggetto preciso, a stringerlo portandoselo al viso.
Quell'oggetto sta diventando il suo doudou, il suo primo "amico".
Non è solo un peluche
Spesso lo chiamiamo così, ma in realtà il doudou non è “solo” un peluche.
Può essere un pupazzetto, ma anche una copertina o qualcosa di meno usuale.
Ma in realtà è quell'oggetto che giorno dopo giorno diventerà familiare per il tuo piccolo o la tua piccola.
Con cui costruirà un legame fatto di presenza, profumo, morbidezza.
Cos’è davvero il doudou
Il termine “doudou” viene dal francese doux, che significa morbido.
Ma il suo valore va ben oltre la morbidezza.
Il doudou è un oggetto transizionale:
qualcosa che aiuta il bambino e la bambina a passare, poco alla volta, dalla presenza costante del genitore alla scoperta del mondo esterno.
Negli anni ’50, il pediatra e psicoanalista Donald Winnicott ha descritto proprio questo passaggio.
Secondo la sua osservazione, alcuni oggetti diventano speciali perché aiutano bambini e bambine a sentirsi al sicuro, anche quando i genitori non sono fisicamente vicini.
Sono, in qualche modo, un ponte:
tra presenza e assenza, tra conosciuto e nuovo.
Quando nasce davvero questo legame

Gli esperti dicono che l’attaccamento nasca intorno agli 8 mesi.
Ma per mia esperienza questo legame può iniziare molto prima.
Già nei primi mesi molti bambini e bambine iniziano a cercare qualcosa da toccare, accarezzare, portare vicino al viso.
La mia esperienza
Ognuna delle mie bambine ha, praticamente da sempre, il suo doudou.
E la cosa che mi colpisce di più è questa:
ancora oggi, anche se sono più grandi, continuano a tenerli con loro.
Lo cercano quando si mettono a letto,
lo infilano in valigia prima di ogni piccolo viaggio,
ed è l'unica cosa che non dimenticano mai di rimettere a posto (per non rischiare di perderlo).
Non si tratta di un’abitudine.
Per loro è sicurezza.
A cosa serve il doudou per i bambini
Il doudou ovviamente non risolve tutto.
Non è la soluzione veloce per calmare ogni pianto e non è neanche giusto proporlo in ogni momento.
È, piuttosto, un aiuto. Un aiuto che può fare la differenza in alcune occasioni.
Prima fra tutte quando il bambino o la bambina si trova in un ambiente o in una situazione nuova, magari senza genitori presenti (ad esempio al nido).
Ma anche quando arriva il momento di addormentarsi o sta vivendo una situazione di stress.
In questi momenti il doudou svolge perfettamente la sua funziona di ponte.
Una cosa importante (che spesso viene trascurata)
Il doudou non dovrebbe mai diventare un sostituto della relazione.
Se viene dato sempre, in automatico, rischia di perdere il suo valore.
E soprattutto, il bambino o la bambina perde l’occasione di essere accompagnato nelle sue emozioni.
Meglio quindi proporlo quando serve e quando può fare la differenza.
E non usarlo solo per favorire un primo distacco.
Come sceglierlo (senza troppe complicazioni)
Ci sono alcune attenzioni che fanno la differenza nella scelta del doudou ideale.
Scegli materiali morbidi e naturali,
perché staranno a contatto con viso e bocca.
Preferisci una forma semplice e maneggevole,
più facile da afferrare e senza troppi elementi inutili.
Ricorda: sicurezza prima di tutto,
attenzioni a piccole parti che si potrebbero staccare e fino ai 12 mesi, non lasciarlo mai nella culla o nel lettino durante il sonno per prevenire il rischio di soffocamento.
Facile da lavare,
perché lo accompagnerà ovunque e finirà spesso il lavatrice.
Un piccolo accorgimento che spesso aiuta:
tienilo con te i primi giorni, così che assorba il tuo odore.
È per tutti questi motivi che, quando ho progettato il doudou LAPEPIA, ho scelto una forma essenziale, materiali sicuri, naturali e certificati.
Il consiglio più pratico (e più sottovalutato)
Averne due.
Identici.
Potrebbe sembrare banale, magari anche eccessivo, ma da mamma di tre ti posso garantire che fa la differenza.
Perché prima o poi uno finirà in lavatrice nel momento meno opportuno oppure, peggio ancora rimarrà dai nonni...
Avere un’alternativa ti eviterà piccoli (grandi) momenti difficili.
Più di un oggetto

Con il tempo, vedrai che il doudou cambia ruolo:
diventa un confidente, un compagno di gioco e soprattutto una presenza rassicurante.
Accompagnando il tuo piccolo o la tua piccola in qualcosa di molto grande:
il passaggio dalla dipendenza totale alla scoperta di sé.
Senza forzature e con naturalezza.
Questo è il suo valore, non un giochino qualunque ma un piccolo strumento di crescita.
Per questo, quando si sceglie un doudou, non si sta scegliendo solo un oggetto.
Si sta scegliendo qualcosa che entrerà, in punta di piedi, nella quotidianità del tuo bambino o della tua bambina.
Qualcosa di semplice.
Ma destinato a restare.
Come il Doudou Bunny LAPEPIA, pensato proprio con questa idea:
non aggiungere, ma accompagnare.
With love,
Lucia🤍


